Neanche un metro di ciclabile realizzato in 3 anni a Trieste. Questa la costatazione che fa l’associazione di ciclisti urbani FIAB Trieste Ulisse nonostante  che nel programma elettorale come candidato Sindaco Roberto Dipiazza avesse scritto: “va dato atto che lo sviluppo della mobilità ciclabile, avendo come obiettivo a medio termine un 10% degli spostamenti urbani,  può portare numerose ricadute positive alla nostra città: meno smog, meno traffico, più facilità di parcheggio per chi si muove in auto, un’economia più forte grazie al rilancio del commercio locale e del turismo e più a misura di persona.

Oltre a ciò Dipiazza sottoscriveva un mese prima delle elezioni il documento di FIAB Trieste “il Futuro va in Bici”  impegnandosi su 10 azioni da mettere in campo in caso di vittoria. Sottoscrivendo il documento FIAB Roberto Dipiazza si era impegnato a realizzare nei primi 100 giorni del suo mandato “un programma di sviluppo della mobilità ciclabile e del traffico pedonale attraverso l’utilizzo del 10% delle risorse destinate alla manutenzione stradale”, a fare entro il 2016 un bando pubblico per la “realizzazione del Piano quadro per la mobilità ciclabile ed entro il 2017“un piano straordinario per la sicurezza dei percorsi casa-scuola”. Rispetto alle infrastrutture c’era l’impegno a realizzare 2 corsie ciclabili monodirezionali in via Flavia entro il 2017. In programma anche la realizzazione di una ciclabile attraverso il Porto Vecchio, di una connessione tra il viale XX Settembre e via Mazzini e infine la realizzazione di una corsia ciclabile in via Gramsci. Un altro impegno era l’apertura al transito delle biciclette le corsie bus sull’asse via Conti-via D’Azeglio-piazza Ospedale-via Tarabocchia.

Dopo tre anni dal suo insediamento è giunto il momento di fare un bilancio della situazione.

Dei 10 punti sottoscritti da Dipiazza solo uno è stato mantenuto: la previsione nelle “linee di indirizzo della pianificazione urbanistica del Porto Vecchio” di due corsie ciclabili.

A questa va aggiunto il posizionamento in 3 anni di una cinquantina di stalli bici, un numero assolutamente insufficiente a soddisfare la domanda sempre crescente.

Per la ciclabile Trieste Muggia, secondo gli impegni elettorali sottoscritti avrebbero dovute essere realizzate “in via sperimentale 2 corsie ciclabili monodirezionali in via Flavia” entro il 2017. Ad oggi invece il progetto non è ancora disponibile, anche se la presentazione a cura dell’UTI Giuliana dovrebbe essere imminente. 

Sul piano della sicurezza sono state realizzate solo  alcune isole di attraversamento pedonale che oltre a tutelare i pedoni rallentano la velocità delle auto e quindi indirettamente sono utili anche per chi si muove in bici. Ma sono interventi assolutamente insufficienti visti i drammatici dati ISTAT che dicono che nel 2017 a Trieste ci sono stati su strade urbane 10 morti tra cui 4 pedoni, 1081 feriti tra cui 202 pedoni e 36 incidenti che hanno coinvolto bici. Di fronte a questi numeri sarebbero necessari ed urgenti intervanti radicali per aumentare la sicurezza delle strade di Trieste.

E’ stato avviato in marzo un Piano Urbanistico per la Mobilità Sostenibile (PUMS) nell’ambito del progetto “Civitas Portis”, che è nella fase di raccolta delle informazioni e coinvolgimento dei portatori d’interesse. La speranza di FIAB è che finalmente Trieste si possa dotare di una visione moderna e sostenibile della mobilità. Resta il dubbio se i risultati del progetto, che sono comunque di medio lungo termine, saranno recepiti e attuati dagli amministratori visto quanto (non) fatto in questi 3 anni.

Recentemente è stato annunciata per l’ennesima volta (il bando era stato pubblicato a fine 2015) la realizzazione del bike-sharing che sarà pronto solo tra due anni e mezzo.  Ottima iniziativa ma solo se sarà accompagnata da progetti tesi a migliorare la sicurezza dei futuri utenti.

Neppure l’impegno all’apertura delle corsie bus sull’asse piazza Perugino-piazza Goldoni, sebbene sia a costo zero, è stato mantenuto.

Nulla è stato realizzato concretamente per aumentare la sicurezza specifica dei ciclisti, né sul piano della progettazione né sul piano della realizzazione.

Al contrario la presenza sempre più numerosa e continua di cantieri stradali in città crea una forte percezione di pericolo da parte di chi deve pedalare in mezzo traffico.

Sempre sul tema della sicurezza, in campagna elettorale Dipiazza si era scagliato, giustamente, contro la pericolosità del tratto della ciclabile di Campi Elisi che passa davanti alla rampa autostradale. L’assessore all’Urbanistica Luisa Polli aveva per questo annunciato il 20 settembre 2016 in IV Circoscrizione la realizzazione di una bretella ciclabile che sarebbe passata dietro alla rampa. A quasi tre anni di distanza nulla è stato fatto.

Anche il progetto di riqualificazione di via Giulia che inizialmente prevedeva anche una ciclabile, già realizzato dagli uffici comunali e finanziato dalla Regione è stato rifiutato dalla Giunta Dipiazza.

FIAB Trieste in questi 3 anni non è stata con le mani in mano. Abbiamo incontrato  due volte il Sindaco Dipiazza, una  volta con  l’allora Vicesindaco Roberti,  4 volte con l’assessore all’Urbanistica Polli, tre volte i tecnici comunali e partecipato a numerosi tavoli ed incontri dove si è parlato di mobilità. FIAB Trieste in questi confronti ha sempre avuto un approccio costruttivo e propositivo sottolineando le molte ricadute positive che un incremento della ciclabilità genera: qualità della vita,  salute, minore impatto ambientale, ricadute economiche.

Abbiamo continuato a sollecitare la Giunta Dipiazza a mantenere gli impegni presi e a dare una risposta al crescente numero di cittadini triestini  che scelgono la bicicletta per muoversi in città e ai circa 30.00 cicloturisti stranieri all’anno che  scelgono di visitare e pernottare nella nostra bella città.

A questo proposito il sondaggio SWG del 2016 ha evidenziato che alle 3.500 le persone che a Trieste usano la bicicletta con regolarità, se ne aggiungerebbero ben 35.000 se fossero messe in condizione di pedalare in sicurezza.

“Per tutte queste ragioni” dichiara il Presidente Luca Mastropasqua “a tre anni di distanza dal suo insediamento, la FIAB Trieste manifesta grande delusione per l’incapacità della Giunta Dipiazza di dare risposte concrete al bisogno sempre più urgente di sicurezza delle migliaia di cittadini e turisti che si muovono in bicicletta”.

Federico Zadnich, responsabile mobilità urbana dell’associazione, aggiunge che per manifestare questa forte delusione si organizzerà a settembre una ciclo-manifestazione, un tour cittadino per vedere le 10 incompiute simbolo della mobilità ciclistica triestine, al quale saranno invitati a partecipare tutti i cittadini che vogliono una mobilità nuova a Trieste.

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