Le 9 associazioni hanno consegnato le proposte per una mobilità alternativa e una città più vivibile (bit.ly/pianomobilitacovidts) al Sindaco, all’Assessore Polli e al Consiglio Comunale


Concluso il percorso di progettazione partecipata di un Piano per la Mobilità Urbana Post Covid. Grande voglia di camminare e pedalare. Dati preoccupanti sull’uso del trasporto pubblico: il 43% delle persone dichiara che nella fase 2 si muoverà meno con i bus. In assenza di un piano è prevedibile un forte aumento del traffico a Trieste.

Dopo dieci giorni di raccolta dati si è concluso il percorso di progettazione partecipata per la definizione di una proposta per un Piano per la Mobilità Urbana Post Covid lanciato dalle associazioni Tryeste, FIAB, UISP, Legambiente, Fridays For Future, Bora.La, Zeno, Link e Spiz. La fase partecipativa è durata dal 2 al 12 maggio. In questo periodo è stata predisposta una pagina web per chiedere un contributo di idee per delineare azioni che possano promuovere, la mobilità a piedi, in bici e con il trasporto pubblico. Quattro sono state le modalità in cui singoli e gruppi hanno potuto lasciare suggerimenti e idee: rispondendo ad un questionario relativo alle abitudini di spostamento pre e post-covid, commentando e suggerendo integrazioni ad un documento tecnico predisposto dalle associazioni proponenti, aggiungendo su una mappa interattiva suggerimenti relativi a interventi puntuali da realizzare sulle strade e sugli spazi urbani di Trieste ed infine anche inviando contributi più articolati via mail. La pagina web ha avuto 4000 accessi, 684 persone hanno risposto al questionario e sono arrivate più di 300 proposte. Dal 13 al 17 maggio un comitato tecnico composto da alcuni membri delle associazioni proponenti ha predisposto un documento di sintesi con proposte di veloce attuazione per un Piano Emergenziale per la Mobilità Urbana Post-Covid che è stato spedito lunedì 18 maggio al Sindaco Roberto Dipiazza, all’Assessore Polli e a tutto il Consiglio Comunale.

Le proposte per un Piano per la Mobilità Urbana Post Covid

Il piano è suddiviso in 4 aree di intervento per contrastare l’aumento del traffico e promuovere forme di mobilità attiva: pedonalità, ciclabilità, trasporto pubblico e mobility management. Nello specifico il piano prevede ampliamento degli spazi pedonali per dirottare su questa forma di mobilità gli spostamenti urbani inferiori a 3 chilometri. Tra gli interventi previsti l’allargamento dei marciapiedi che hanno una dimensione inferiore al metro e mezzo, la rimozione dei parcheggi dalle Rive e un Porto Vecchio car free, corridoi verdi che colleghino i diversi quartieri della città con particolare attenzione alle periferie. Per gli spostamenti dai 3 ai 10 chilometri si richiede la realizzazione di una rete ciclabile di emergenza con corsie dedicate alle bici realizzate con semplice segnaletica orizzontale lungo le principali strade di scorrimento di Trieste (via Carducci, via Battisti/Giulia, viale  D’Annunzio, via Flavia) e la riqualificazione della ciclabile Trieste-Barcola con una sua estensione lungo tutta la strada Costiera, il potenziamento del servizio di bikesharing, nuovi stalli bici nei quartieri, presso i luoghi di lavoro e una ciclostazione coperta e custodita nei pressi di piazza Libertà. Al fine di favorire la mobilità pedonale e ciclabile sono necessari interventi di moderazione della velocità (nel 2018 ci sono stati  a Trieste 980 incidenti che hanno provocato 1196 feriti e 11 morti – ISTAT) anche attraverso azioni di riqualificazione sperimentale e temporanea dello spazio pubblico, liberando spazi dai parcheggi e realizzando un piano per promuovere gli spostamenti casa-scuola in autonomia a piedi, anche tramite iniziative come il pedibus. Infine, sarà necessario incentivare fortemente il trasporto pubblico locale, innanzitutto garantendo le necessarie misure di sicurezza e sanificazione e andando progressivamente verso la gratuità del servizio, partendo quantomeno dal rimborso dei mesi non usufruiti per i cittadini che hanno acquistato l’abbonamento prima dello scoppio della pandemia. È stata proposta anche la riorganizzazione del servizio bus sull’asse Trieste-Muggia e verso Opicina rendendolo più veloce e comodo per i pendolari e l’installazione di porta bici sui bus che fanno linea dal centro città al Carso. Infine già da quest’estate si richiede l’istituzione delle domeniche ecologiche senz’auto mentre a medio termine promuovere l’apertura  di servizi di car sharing. Il piano con tutte le proposte e i dati del questionario si può scaricare a questo link: bit.ly/pianomobilitacovidts  

 I DATI DEL QUESTIONARIO

Molto interessante ciò che emerge dalle 684 persone hanno risposto al questionario: purtroppo, come era prevedibile, il 43% dei rispondenti dichiara che si muoverà meno con il trasporto pubblico locale e questo vorrà dire, in assenza di un piano, un forte aumento del traffico a Trieste nei prossimi mesi, in particolare da settembre in poi, con tutte le conseguenti ricadute negative: perdite di tempo, di competitività della città, più smog e particolato nell’aria e relative patologie correlate, più rumore e stress. Ma a questo dato molto preoccupante se ne aggiungono altri positivi: 33% dei rispondenti dichiara che si muoverà maggiormente a piedi rispetto a quanto era solito fare prima dello scoppio della pandemia e 42% dei rispondenti dichiara che utilizzerà maggiormente la bicicletta per recarsi al lavoro, nel luogo di studio o in generale per i propri spostamenti quotidiani. Dati che mostrano un forte potenziale di mobilità attiva finora inespresso e che potrebbero e dovrebbero colmare le perdite del trasporto pubblico. Per cogliere questa opportunità si dovrebbero dare quanto prima delle risposte in termini di scelte urbanistiche rendendo il muoversi a piedi ed in bicicletta più comodo, piacevole e sicuro attraverso la realizzazione di infrastrutture dedicate.Alla luce dei dati emersi in questo percorso di progettazione partecipata le associazioni Tryeste, FIAB, UISP, Legambiente, Friday For Future, Bora.La, Zeno, Link e Spiz ribadiscono la richiesta e l’urgenza di convocare  un Consiglio Comunale straordinario per discutere e affrontare la realizzazione di un Piano per la Mobilità Urbana post-covid, collaborando con le associazioni stesse allo sviluppo di questo piano.

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