Sulla bici, per la bici, in bici:  dai racconti di viaggio a veri e  propri manifesti, non una bibliografia ma una semplice condivisione delle nostre letture.

Cominciamo dai bambini!

Pico Pecora – di Leendert Jan Vis  testo italiano di Roberto Piumini

Pico Pecora trova una bicicletta: che spasso pedalare e andare senza mani! Ma questa sua scoperta mette in subbuglio tutto il gregge: “Se proprio non puoi farne a meno, vai lontano di qui!” Pico se ne va solo e triste. Poi una notte vede due grandi occhi malvagi: il lupo! Pico parte in una pedalata sfrenata, inciampa, il lupo lo raggiunge poggia la sua zampa pelosa sulla spalla di Pico Pecora, apre la bocca e…
Chi va in bici lo sa: la bici apre orizzonti inimmaginabili …
Questo nuovo classico per l’infanzia è purtroppo fuori catalogo, ma lo trovate nelle biblioteche e potete vedere la versione teatrale di Fabrizio Bonora qui .

Lemniscaat, 2000

Ediciclo
La casa editrice Ediciclo ha un frigorifero talmente ricco, dai racconti di viaggio alla letteratura alle guide pratiche fino ai libri per l’infanzia e i ragazzi che facciamo prima a darvi il link al  sito

Salva i ciclisti : la bicicletta è politica – di Paolo Pani
“Per portare novità ed innovazione servono inesperienza ed entusiamo” Il racconto della prima critical mass digitale della storia e della nascita di un movimento che ha trovato il modo, pacifico, democratico e fortemente determinato, di far pressione sui media sui governi locali e nazionali per tutelare la sicurezza dei ciclisti e di tutti gli utenti leggeri della strada. Insieme all’appassionato racconto un ben documentato compendio dell’uso sociale della bicicletta nella storia italiana e non.
Chiarelettere 2012

Elogio della bicicletta – di Ivan Illich a cura di Franco La Cecla; trad. di Ettore Capriolo
“Per portare 40.000 persone al di là di un ponte in un’ora ci vogliono 12 corsie, se si ricorre all’auto, e solo due se le 40.000 persone vanno pedalando in bicicletta…”
La pungente lucidità del filosofo e antropologo Ivan Illich ridisegna la questione della crisi energetica sotto la luce dell’equità sociale e afferma la necessità di definire quel “quanta” di energia necessario e sufficienti all’uomo, superati i quali l’equità e le relazioni sociali pagano il prezzo che è oggi sotto gli occhi di tutti . Illich usa l’esempio del traffico e della velocità come paradigma di analisi.
La bicicletta, che utilizza energia metabolica e consente la velocità ideale di 25 km orari, è la risposta più equa.
Un saggio del 1973… decisamente Cassandra
Bollati Boringhieri 2002

Se la scuola avesse le ruote : avventure di ragazzi on the road e manuale di pedalogia – di Emilio Rigatti
Si può fare scuola pedalando? Oh sì!Professore alla scuole medie, Emilio Rigatti pedala con i suoi alunni; insieme con in bicicletta alla scoperta del proprio territorio tra chiese e musei, parchi e aperta campagna, piccoli villaggi e strade bianche, a caccia di arte, storia e geografia, ma anche di divertimento e piccole disavventure. Un mondo per esplorare il mondo, e scoprire se stessi, con gli altri, un modo antico, ma sempre meno accessibile, di crescere e conoscere. Non ha la vita facile, il prof. la sua è una forma di resistenza pacifica al degrado della scuola, all’appiattimento e all’omologazione alla legge del non si può. Ma se gli ostacoli della burocrazia sono tanti e disarmanti, le risposte dei ragazzi, e dei genitori che ad uno ad uno passano dalla parte dei sostenitori convinti, possono solo farti urlare: Non mollare Prof! E per chi voglia unirsi alla lotta alla fine del libro Rigatti propone un vero e proprio manuale di pedagogia per ripetere le sue esperienze di professore a pedali e per provare a montare le ruote a questa scuola, prima che ce la smontino del tutto.
Ediciclo, 2010

Trattato di ciclosofia – di Didier Tronchet ; trad. di Lorenzo Bernini
Non fatevi spaventare dal titolo, lettura agevole e leggera, in stile francese, come l’autore del resto, trovate principi come questo: “Il ciclista urbano è per sua natura un inventore. ” o questo “Il principio ciclosofico fondamentale è: ogni corpo su una bicicletta assiste ad uno spostamento del proprio sguardo sul mondo.”
Il saggiatore 2004

Il bello della bicicletta di Marc Augé; trad. di Valentina Parlato;
Achh ancora un francese, lo sapesse Paolo Conte… . Marc Augé,  il teorico dei  “non luoghi” ha scoperto la bici? Devo ancora leggerlo… ma la didascalia dice:
“La bicicletta come simbolo di un’utopia urbana in grado di riconciliare la società con sé stessa.”
Bollati Boringhieri 2009

Il giro del mondo in bicicletta – di Peter Zheutlin trad. di Veronica La Peccerella
La straordinaria avventura di una donna alla conquista della libertà
Anne “Londonderry” Kopchovsky non era un’attivista né una benestante cosmopolita, ma diventò un simbolo della libertà femminile perché fu la prima donna a fare il giro del mondo in bicicletta nel giugno del 1894, all’età di ventitré anni, in seguito a una scommessa (“Nessuna donna è in grado di compiere in quindici mesi il giro del mondo”) abbandonò la famiglia e partì da Boston in bicicletta…
Elliot edizioni 2011

No bici – di Alberto Fiorillo
Cosa frena l’uso della bicicletta in città? Gli automobilisti, certo. Risposta facile e scontata. Sono pericolosi, fanno paura, monopolizzano lo spazio disponibile sia quando camminano sia quando stanno fermi. Poi ci sono i sindaci. Anche questa è una risposta facile e scontata, dal momento che i sindaci fanno davvero poco per la mobilità ciclabile. Questo libro, però, punta il dito anche contro una categoria apparentemente al di sopra di ogni sospetto: i ciclisti. Se fossero proprio loro a contribuire all’insufficiente diffusione di questo mezzo di trasporto?
Edicilo, 2012

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