A Trieste ci sono 194 stalli bici e 3.500 persone che usano regolarmente la bici negli spostamenti urbani alle quali si sommano i sempre più numerosi cicloturisti che attraversano la nostra città nel periodo estivo (nel 2015 ci sono stati 20.000 pernottamenti legati a questo settore economico).

In considerazione di  questi numeri la regola prevista nella bozza del nuovo regolamento della Polizia Municipale di Trieste che  “vieta di lasciare in sosta sulle aree di uso pubblico, tranne negli spazi predisposti,  i velocipedi” appare un deterrente all’uso della bicicletta salvo incorrere in una sicura sanzione.

I 194 stalli sono concentrati nelle aree centrali della città e molti quartieri periferici ne sono completamente sprovvisti e spesso chi sceglie di pedalare  non ha un posto bici a casa o nei luoghi di lavoro. I ciclisti urbani sarebbero quindi costretti a optare per forme di mobilità meno sostenibile e ciò aumenterebbe il traffico e il livelli di smog già molto alti a Trieste.

FIAB Trieste Ulisse ritiene che le regole vadano riviste usando buon senso e concretezza. Crede che sia giusto sanzionare le biciclette parcheggiate sui marciapiedi come già previsto dal Codice della Strada e che si possano inserire nel nuovo regolamento sanzioni specifiche  per le bici posteggiate  che riducendo spazi di transito ostacolano la mobilità di altri utenti (ad esempio diversamente abili, passeggini o mezzi di soccorso) e delle modalità per la rimozione dei ruderi di biciclette abbandonati.

Oltre a ciò il nuovo regolamento pare preveda che i Vigili possano tagliare i lucchetti delle bici non regolarmente parcheggiate per poi lasciarle incustodite. Su questo aspetto, se confermato, FIAB attiverà il proprio Ufficio Legale per verificare se tale misura non violi diritti esistenti.

FIAB Trieste Ulisse continua ad essere disponibile al confronto con la Giunta Dipiazza per analizzare e trovare regole che se da una parte tutelino il decoro della città e la sicurezza di tutti gli utenti della strada dall’altra non vadano in contrasto con lo sviluppo della ciclabilità a Trieste, fenomeno che sta portando numerose ricadute positive in termini di promozione di stili di vita sani e riduzione del traffico e dello smog.  L’attuale scarsità di stalli per bici dovrebbe suggerire agli amministratori misure che facilitino e promuovano l’uso della bicicletta e non che lo penalizzino ulteriormente.

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