Una bici+treno impegnativa ma di grande soddisfazione: da Tarvisio a Gorizia lungo la splendida valle dell’Isonzo (So?a). Una salita iniziale non particolarmente impegnativa sino al Passo del Predil e poi la lunga discesa con qualche falsopiano lungo una valle davvero fantastica accompagnati dal colore indefinibile dell’Isonzo.La gita e’ una classica bici+teno: il viaggio di andata e’ un po’ lungo (quasi tre ore di Treno per raggiungere Tarvisio da Trieste) ma ci permette di fare un grande itinerario lineare senza alcun problema di recupero macchine. Una volta terminata la pedalata il tratto in treno Gorizia Trieste e’ lungo tanto quanto serve per schiacciare un sonnellino ristoratore.

Noi l’abbiamo fatta cosi’ (inserito da Stefano 4 luglio 2004)
Partenza da Trieste alle 7.07 e arrivo a Tarvisio alle 10.04 (orari estivi 2004)
Al di fuori della stazione di Tarvisio Boscoverde abbiamo preso a destra (nessuna indicazione, per questo lo scriviamo) e poco oltre abbiamo preso a sinistra seguendo le indicazioni “passo del Predil”. 10 kilometri di tranquillo e leggero falsopiano fino al lago del Predil (?) e poi tre kilometri di salita un po’ piu’ impegnativa sino al Passo del Predil e al confine.
Da qui in poi inizia la goduria: discesona spettacolare con grandi visioni sulle alpi giulie e le acque della Koritna in fondo alla valle.
Si arriva poi nella piana di Bovec e li’ noi, ingannati e spaventati dallo sterrato segnato in cartina (eravamo con bici da corsa) abbiamo continuato seguendo la statale: in realta’ esiste un percorso alternativo che Bovec va verso CezCosa (grafia incerta: non trovo i caratteri per la “strescica” sorry…) e da li’ si raggiunge su sterrato il ponte prima di Log Cezsoski. Di li’ obbligatorio rimettersi sulla strada principale per proseguire fino a Caporetto. Imperdibili poco dopo Srpenica alcune fermate dove ammirare le vedute sulle rapide dell’Isonzo molti metri piu’ in basso.
Giunti a Caporetto visita obbligatoria al museo della Guerra, tanto per ricordarsi di quanto orrore la stupidita’ degli uomini e’ capace. Imperdibile a mio parere la porta delle prigione con le scritte di quei poveri cristi arrestati per diserzione…
Ritornando in bici noi abbiamo preso il ponte di Napoleone (ancora grande vista sulle forre dell’Isonzo) e giu’ verso Tolmin su una strada superlativa, pochissimo frequentata da macchine e con viste incredibili su tutta la valle. Dopo 15 kilometri arrivo a Tolmino e, attraversata la Soca inizia la parte finale della valle che ci conduce, dopo circa 20 kilometri, a Kanal (gran bel ponte sul fiume). Qui a mio parere finisce il bello.
Gli ultimi venti kilometri infatti da Kanal fino a Nova Gorica non sono granche’ e il traffico inizia a dar fastidio. Si iniziava pure ad essere un po’ stanchetti. Giunti a Nova Gorica andiamo al piazzale della Transalpina e da li rientriamo in Italia. Una sosta in gelateria e poi via a prendere il treno per Trieste. Il treno nel nostro caso e’ l’interregionale delle 18.08.


dati tecnici:

distanza totale: circa 115 km.
dislivello in salita: Tarviso 750 -passo del Predil 1156
dislivello in discesa: passo del Predil 1156 – Gorizia: 90
attenzione pero’: esistono diversi tratti in salita, anche se mai veramente impegnativi ma la lunghezza del percorso li puo’ rendere insormontabili.
tipo di bici: tutte
note: la distanza e’ impegnativa: e’ sicuramente possibile spezzare la gita in due giorni con pernotto o Caporetto o a Tolmino, prevedendo magari il secondo giorno l’arrivo in bici a Trieste.

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